Cucina pugliese

Ricette della Cucina pugliese


Il vino

Colors of Wine

La storia della produzione di vino in Puglia trova le sue radici addirittura inoltrate fino in Egitto. La sua posizione, infatti, ha reso questa terra tappa di lunghi viaggi nel Mediterraneo e soprattutto di invasioni da parte dell’Africa settentrionale e di buona parte dell’Europa.

I primi estimatori del vino dell’antica Apulia furono tuttavia i latini, famosi per indugiare molto sui piaceri della gola: sopra tutti non si possono non citare i celebri oratori Orazio e Tibullo che già decantavano la bontà del “Vinum Tarentinum” accostandolo persino al Falerno, il vino più prezioso e apprezzato dell’epoca, prodotto ad oggi in alcune località tra il Lazio e la Campania.

Chi la sa lunga dice che “nessuno è eroe in Patria”;  proprio per questo, nonostante la Puglia vanti molte denominazioni di origine controllata (DOC, in tutto 25 tra bianchi, rossi, rosati, spumanti e dolci con 128 tipi di diverse preparazioni) per le sue specialità vitivinicole, non viene riconosciuta e apprezzata come dovrebbe dai suoi stessi corregionali. Sempre più spesso, infatti, ci si rivolge a vini anche stranieri, incoraggiati anche da un prezzo più favorevole non sapendo che buona parte del prodotto pugliese viene richiesto al di fuori del nostro Paese: i vini meridionali in genere hanno conosciuto la gloria solo ultimamente, grazie all’esportazione inaspettatamente apprezzata all’estero. Il merito? Delle fiere gastronomiche ovviamente, grazie alle quali sono state ricevute numerose commissioni anche dall’Oriente.

Basti vedere gli sterminati vigneti che si estendono per tutta zona del Salento, tra Lecce e Brindisi, per farsi un’idea di quanto, specialmente negli ultimi anni, la coltivazione di vitigni sia stata presa molto sul serio.

Non tutta la Puglia possiede grandi aree a disposizione indicate per la coltivazione di vigneti, ma il clima mediterraneo, decisamente favorevole alla corretta crescita delle viti, permette una vastissima produzione in tutta la zona salentina (come Salice Salentino, Nardó, Galatina, Leverano, Ostuni) e nell’area ionica (Lizzano, Martina Franca, Manduria). Zone meno produttive, ma che garantiscono uguale qualità delle altre già citate, sono Squinzano, Barletta e Cerignola.

Le varietà di vini da uva bianca più prodotte e conosciute sono ad esempio: Bianco d’Alessandro, Sauvignon, Chardonnay, Moscato Bianco, Moscatello, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sémillon, Trebbiano, Verdeca e Malvasia.

Per quanto riguarda i vini rossi, nonché i più gradevoli e profumati, troviamo i più conosciuti: Sangiovese, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Malvasia Nera di Brindisi e Lecce, Tannat, Negroamaro, Primitivo e Pinot Nero.

La prova tangibile dell’effettivo successo che i vini pugliesi riscuotono si vede da un piccolo particolare: cominciano a farsi amare anche dalle persone del posto! Sempre più spesso nascono nuove enoteche e punti di degustazione in cui si possono assaporare queste specialità accompagnate da manicaretti a base di taglieri di formaggi, carne o pesce che meglio si accostano al vino che si sta gustando.

Un’ulteriore conferma viene dall’ascendente che il vino delle soleggiate campagne pugliesi ha sui turisti, che riescono ad apprezzarlo anche alla prima boccata, senza avere conoscenze degne di un sommelier.

Un motivo in più per non sottovalutare i prodotti che le nostre stesse terre offrono senza cercare prodotti di ripiego che si dimostrano essere, nel migliore dei casi, acqua colorata!


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